Toccala! Comunicazione fra le dita

In questo momento particolare, quando tutto si sta spostando sul web e nuove applicazioni ci semplificano la vita facendoci dimenticare la realtà, c’è un aspetto legato al mondo offline che difficilmente potrà essere replicato on-line: la fisicità, l’esperienza tattile-visiva che viviamo attraverso il contatto con gli oggetti.

Un aspetto non trascurabile nella progettazione degli strumenti di comunicazione come packaging, cataloghi, flayer o biglietti da visita, dove l’empatia che si crea tra oggetto e utente non è data solo dallo stile grafico, dalle immagini o dai contenuti, ma anche dalle sensazioni che proviamo nel toccare, sfogliare, afferrare, accarezzare i vari materiali (ruvidi, lisci, con lavorazioni particolari come lucidature metallizzate, rilievi, ecc.). Un aspetto apparentemente obsoleto ma capace di fornire indicazioni precise su affidabilità, istituzionalità, creatività ed economicità del soggetto che si vuol raccontare.Comunicare un concetto, un’idea, un messaggio parte inevitabilmente da qui: dagli strumenti che ne permettono la veicolazione; parte dal mezzo (senza dover per forza citare Marshall McLuhan). Così, se un artista emergente decide di pubblicare un libro con le sue opere, non dovrebbe stamparlo su una carta dalla grammatura leggerissima e di scarsa qualità, come quella dei quotidiani o delle riviste di gossip: perderebbe di credibilità. Pensiamo al depliant pubblicitario (volantone) dei supermercati con le offerte della settimana, che idea ci faremmo circa le offerte presenti se fosse stampato su cartoncino acquerello con stampa a rilievo e oro a caldo?La progettazione degli strumenti di comunicazione cartacei, normalmente, avviene sul monitor di un computer per poi uscirne in fase di realizzazione, qui si incontrano le prime difficoltà del mestiere date dalla necessità di far percepire al cliente come sarà il prodotto finito. La copertina di un “company profile aziendale”, dove marchio e claim sono stampati con tecniche pregiate ed esaltati dalla raffinatezza della texture di un cartoncino spesso e colorato – che sul bordo non presenta l’inevitabile colore bianco della carta stampata ma mantiene un unico tono – potrebbe “parlare” del posizionamento del brand più del contenuto stesso. Pensate all’eleganza e all’istituzionalità che è in grado di suscitare un lavoro minuzioso, dove non ci sono immagini “pubblicitarie” che mirano alla vendita, ma un sistema semiotico che unisce sensazioni tattili/visive ai valori della marca. La difficoltà di raccontare tutto questo con una stampa digitale su carta comune o utilizzando campioni per presentare la proposta al cliente è notevole e richiede una lungimiranza progettuale di cui non tutti i clienti sono dotati. L’alternativa alla costosissima realizzazione di prototipi verosimili è di affidarsi e, soprattutto, fidarsi della professionalità dei tecnici del settore che hanno la sensibilità necessaria ad ottimizzare l’investimento in funzione del risultato finale. La progettazione non può limitarsi alla grafica, ma deve prevedere l’armonia con la materia e con tutti gli stereotipi che questa è in grado di offrire. Pensiamo alla necessità di esprimere il proprio impegno nel rispetto dell’ambiente, mille parole e bellissime immagini non riuscirebbero mai ad avere la stessa forza di un cartoncino ecologico, esempio tattile concreto delle proprie volontà. Le cartiere, consapevoli di questo, si sono evolute creando ogni anno nuovi materiali, alcuni classici altri di nuova concezione e mettendo a disposizione dei creativi campioni ed esempi di applicazione. È possibile accedere a una vasta scelta di materiali che, unita a un’attenta ricerca e ad accorgimenti dati dall’esperienza, può portare  a un abbattimento consistente dei costi di stampa e al mantenimento dei valori iniziali del progetto. Il rispetto per l’ambiente è un tema sempre più presente nella filosofia aziendale e spinge le organizzazioni verso il controllo degli sprechi e dell’inquinamento. Esistono delle certificazioni internazionali volte a garantire tutti i processi aziendali dell’acquisizione, della creazione e della stampa della carta, al fine di validarne la sostenibilità. Un esempio è rappresentato dalla certificazione FSC per la gestione forestale che riguarda i proprietari e i gestori delle foreste e la certificazione FSC per la Catena di Custodia (CoC), rivolta a chi trasforma e commercializza i prodotti forestali, per garantire la rintracciabilità dei materiali che provengono dalle foreste certificate. Si tratta di una certificazione indispensabile al fine di poter adottare l’etichetta FSC sui prodotti (maggiori informazioni sono riportate nel sito fsc-italia www.fsc-italia.it). Insieme alla carta tradizionale, anche quella riciclata rientra negli standard della certificazione FSC, e di conseguenza è importante preferire materie prime garantite e chiedere sempre informazioni dettagliate al produttore circa la lavorazione e l’impiego di sostanze non tossiche per lo sbiancamento della cellulosa. Diventa quindi fondamentale mantenere la coerenza fra contenuto della comunicazione e mezzo su cui viene divulgato, fra idea e materia. L’esperienza del grafico/creativo garantisce la capacità di prevedere i risultati delle soluzioni elaborate e la selezione delle materie prime (la carta) assicura un risultato efficace ed efficiente. Possono infine diventare fattori determinanti per la realizzazione di un buon progetto anche l’utilizzo di lavorazioni particolari come fustellature, rilegature, lucidature spessorate, stampe a caldo e tutto ciò che può essere utile a comunicare il concept aziendale e creare la giusta empatia. L’attenzione in ogni progetto, semplice e complesso che sia, non deve trascurare alcun dettaglio e soprattutto non deve mai sottovalutare la potenza comunicativa ed interpretativa del mezzo con cui viene trasmesso. L’esperienza fisica/tattile può trasformarsi in un’esperienza emotiva di forte impatto, utile a raggiungere gli scopi della strategia di comunicazione più adatta per il cliente.

LA CARTA GIUSTA PER OGNI PROGETTO

Un fattore determinante per la scelta della carta, oltre a quello estetico, è sicuramente il suo costo. La capacità nell’equilibrare i due aspetti rende un’agenzia il vero partner dell’azienda. L’esempio che riportiamo si riferisce alla progettazione del format grafico dei cataloghi per un’importante azienda del settore dell’arredamento.Le esigenze espresse dal cliente erano quelle di creare una forte riconoscibilità dell’identità aziendale, lasciando protagonista il brand della linea prodotto. È stata impostata una grafica elegante dove il logo diventa “garante” e viene utilizzato come elmento decorativo attraverso una lucidatura in UV serigrafico a rilievo. Il brand di linea prodotto viene esaltato dall’utilizzo, su una delle lettere che lo compongono, dell’argento a caldo. Per ogni catalogo è stato selezionato il cartoncino in grado di trasmettere l’importanza e il posizionamento (oltre alla matericità anche il colore della carta crea la differenza di qualità: al colore più scuro corrisponde un prodotto migliore). Durante un periodo particolarmente critico per l’Azienda abbiamo analizzato e suggerito la possibilità di ottenere un risparmio sulla stampa dei cataloghi. Il primo step è stato quello di  selezionare tipologie di carta, per la copertina che, pur mantenendo un forte appeal tattile, avessero anche dei costi più contenuti. In realtà il compito è risultato particolarmente complesso: è stato difficile rinunciare alla qualità dei supporti utilizzati fino a quel momento! Il tipo di supporto scelto per la copertina, che non ha snaturato la qualità del catalogo e l’immagine dell’Azienda, ha premiato il nostro impegno e le tasche del cliente, abbassando del 30% il costo della stampa.Il lavoro di un’Agenzia partner, a nostro parere, è proprio questo: affiancare il cliente in ogni momento, dai più gratificanti a quelli meno efficaci e suggerire, quindi, le migliori strategie per mantenere una buona reputazione del brand contenendo i costi d’investimento.

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