È San Valentino, il giorno dell’amore e delle emozioni. Il giorno degli innamorati che si scambiano un regalo, il giorno dove i prodotti legati alle emozioni registrano un picco di interesse. Vino e cioccolato, fiori e gioielli ma anche cene romantiche o fughe d’amore.

Chi si occupa di marketing sa bene come il giorno di San Valentino rappresenti un periodo molto importante per tutte quelle aziende che producono oggetti o esperienze legate direttamente al piacere della coppia. Ed è il periodo dove ogni pubblicitario cerca di convincere il target ad acquistare il prodotto più “piacevole”.

Il cioccolato più buono, il vino più passionale, l’albergo più romantico o il ristorante più intimo. Ma anche l’anello per “farle dire Sì” o la città per innamorarsi.

Ma analizzando la comunicazione a livello strategico, non è proprio tutto così perfetto.

Le promesse fatte della pubblicità sono spesso condite da un pizzico di bugia che rende tutto più magico, rischiando di lasciare un velo di delusione dopo l’esperienza d’acquisto. E quando c’è di mezzo l’amore come a San Valentino, tutto è più complicato.

Proprio per questo si è pensato di misurare scientificamente il piacere del prodotto. Proprio così, sembra strano da dire, ma oggi è possibile (ed utile) misurare in modo scientifico quanto piacere provoca e genera benessere un prodotto (o un’esperienza) rispetto ad altri, restando quindi memorabile.

E il segreto è il neuromarketing. L’utilizzo delle scienze neurologiche unite alle strategie di marketing permette oggi di creare dei messaggi pubblicitari legati alle emozioni non promettendo qualcosa di nuovo, ma dimostrando l’emozione e certificandone il risultato.

Una rivoluzione pubblicitaria che permette di affermare con certezza la “grandezza del piacere” che il prodotto provoca.

Un esempio, perfetto per San Valentino, è quello messo in campo dall’azienda BeyondDark, produttrice di cioccolato, che ha rafforzato con con dati scientifici reali e inconfutabili la promessa di un “cioccolato che ti fa sentire una delizia”.



L’azienda infatti grazie alla collaborazione con la Birkbeck University e con l’azienda tecnologica MyndPlay ha deciso, per il lancio del proprio prodotto, di abbandonare il tradizionale Focus Group e di abbracciare il Neuromarketing.

La ricerca ha infatti testato il piacere delle persone rispetto ad una serie di esperienze tra cui appunto mangiare il cioccolato di BeyondDark e sfruttando il monitoraggio delle onde celebrali. Il risultato è stata una scala del piacere dove il prodotto dell’azienda si è classifico al terzo posto, dopo il piacere di “ricevere del denaro” e prima dell’ascolto di buona musica.

E il marketing che c’entra? I risultati prodotti dalla ricerca sono stati pubblicizzati e hanno rappresentato un’importante forma di garanzia della qualità del prodotto e del suo piacere. Non una promessa, ma fatti reali.

Le neuroscienze applicate al marketing quindi rappresentano non soltanto quel “qualcosa in più” ma un vero e proprio strumento pubblicitario e strategico.

Ogni esperienza, ogni prodotto, ogni servizio può essere testato ed analizzato da una prospettiva di neuromarketing. Dal semplice pack prodotto fino alla pagina pubblicitaria o all’esperienza sensoriale durante un evento.

E tu? Hai mai misurato la grandezza del tuo piacere?

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someone