Da quando “Pong” è stato introdotto nelle sale giochi nei primi anni 1970, i videogiochi ci hanno divertito per quasi 30 anni.
Da allora, la qualità della computer grafica è diventata più sofisticata fino ad arrivare un fotorealismo quasi perfetto. Oggi, i ricercatoristanno lavorando per migliorare la grafica dello schermo del vostro televisoree del vostro computer per farli interagire con la realtà. Questa nuova tecnologia, chiamata “realtà aumentata”, riduce il confine tra ciò che è reale e ciò che è generato dal computer, migliorando quello che vediamo, ascoltiamo, sentiamo e odoriamo. La realtà aumentata infatti aggiunge grafica, suoni, feedback tattili e odori proprio come nella vita reale.

Sia i videogiochi che i telefoni cellulari stanno guidando lo sviluppo di questa nuova tecnologia che sta cambiando il nostro modo di vedere il mondo. Immaginate di camminare o guidare lungo una strada: attraverso il display che visualizza la realtà aumentata (molto simile a un normale paio di occhiali), grafici e informazioni appariranno nel campo visivo in sovrapposizione al mondo reale.

L’idea di base della realtà aumentata è la sovrapposizione di grafica, audio e altri miglioramenti sensoriali in tempo reale a un ambiente vero.I sistemi di realtà aumentata della prossima generazione saranno in grado di visualizzare grafica adattata al punto di vista di ogni spettatore. Alcuni dei più emozionanti studi di realtà aumentata si stanno realizzando nei laboratori di ricerca presso le università di tutto il mondo, ma dovremo aspettare ancora un po’ prima di acquistare un dispositivo come SixthSense. Ciò nonostante versioni più primitive di realtà aumentata sono già presenti su alcuni telefoni cellulari, in applicazioni per iPhone e smartphone con sistema operativo Android.

Layar, per esempio, è un’applicazione che utilizza la fotocamera del telefono e la capacità del GPS di raccogliere informazioni sulla zona circostante. Mostra quindi le informazioni su ristoranti o altri siti della zona, visualizzandole sullo schermo del cellulare. Se si punta il telefono verso un edificio, Layar è in grado di dire se le aziende di quel palazzo stanno assumendo del personale, potrebbe trovare le foto del palazzo su Flickr o la sua storia su Wikipedia.
Ci sono molte altre applicazioni di realtà aumentata sia per iPhone che per altri sistemi operativi, e altre ancora sono in fase di sviluppo: Urbanspoon, Yelp Monocle e Wikitude, che applica le informazioni di Wikipedia al luogo in cui ti trovi.
La maggior parte di queste “app” si basano sulla tecnologia GPS del telefono e della bussola: conoscendo la tua posizione possono fornirti informazioni rilevanti riguardo alla zona in cui ti trovi.

Anche le aziende di videogiochi stanno rapidamente abbracciando il mondo della realtà aumentata. Una società, Total Immersion, propone un software che applica la realtà aumentata alle “figurine” del baseball. È sufficiente scaricare l’applicazione e inquadrare la stampa con i giocatori di baseball con uno smartphone. Il software riconosce l’immagine e visualizza in 3D, appoggiato sulla “figurina”, un giocatore che eseguirà azioni, come lanciare una palla verso un bersaglio, sullo schermo del vostro cellulare. Nei prossimi anni, vedremo giochi che utilizzeranno la realtà aumentata per le strade.
Sarà possibile addirittura realizzare un gioco di caccia al tesoro che utilizzi oggetti virtuali.

Una società canadese ha per esempio venduto i dispositivi di realtà aumentata all’esercito americano. L’azienda produce un display montato sul casco dei soldati che sovrappone le informazioni ricevute a quelle del mondo reale. Provate a immaginare una squadra di soldati in Afghanistan che sta facendo una ricognizione, il dispositivo montato potrebbe sovrapporre modelli, la vista satellitare o immagini inviate direttamente da un drone sul campo visivo dei militari.

QUALI SONO LE LIMITAZIONI DI QUESTA TECNOLOGIA E COSA RISERVA IL FUTURO
La realtà aumentata ha ancora alcune sfide da superare. Ad esempio, il GPS ha attualmente una precisione di 9 metri e non funziona bene in ambienti chiusi. Ci sono poi problemi legati alla privacy. Le applicazioni di questo tipo, infatti possono veicolare informazioni sulla nostra posizione o sui nostri profili Facebook, Twitter, Amazon, LinkedIn ecc.

Attualmente l’avvento dei tablet ha rivoluzionato totalmente l’utilizzo di questa tecnologia, lo schermo più grande di un comune smartphone, può dare vita a delle esperienze interattive in realtà virtuale davvero inaspettate.
Stanno già facendo capolino i primi libri scolastici che, per spiegare concetti scientifici complessi, utilizzano questa tecnologia: inquadrando una pagina del libro in cui si parla del sistema solare, per esempio, vedremo apparire in 3D tutti i pianeti che, in animazione, girano attorno al sole, evidenziando le loro orbite.

Per ciò che concerne l’editoria provate ad immaginare uno scenario di guerra illustrato con frecce e grafici che diventa tridimensionale con l’animazione dei missili che vengono lanciati e le città colpite.

LA REALTÀ AUMENTATA INCONTRA IL MARKETING
Anche il mondo della comunicazione ha già iniziato ad avvalersi di questa innovativa tecnologia. Ikea è stata una delle prime a scommettere sulla realtà aumentata. Attualmente ogni visita all’interno dei suoi spazi espositivi è un’esperienza stressante: si parte per comprare un piccolo scaffale e si torna a casa con mobili di forme, dimensioni e colori diversi, nella speranza che, una volta piazzati in casa, non stiano troppo male.

Per cercare di evitare ai propri clienti questo problema, la popolare catena svedese ha deciso di adoperare la realtà aumentata in maniera utile.
In occasione del rilascio del catalogo (25 agosto 2013) è stata resa disponibile un’app (per Android e iOS) che permette di capire immediatamente che effetto farà il mobile che si intende acquistare una volta posizionato. Tutto quello che bisogna fare è piazzare il catalogo cartaceo nel punto in cui si vuole mettere il futuro acquisto, inquadrare la zona tramite la fotocamera dello smartphone o del tablet e far avviare l’app, scegliendo il mobile desiderato. Sullo schermo apparirà un’immagine della stanza con un rendering in 3D del mobile: sarà possibile quindi valutare immediatamente dimensioni e colore.

AR = STAMPA + DIGITALE, OVVERO QUANDO IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE PARTI
Nel passato, la stampa e gli editori di contenuto su carta erano i dominatori incontrastati dell’informazione. La comunicazione pubblica e privata era resa possibile proprio grazie all’utilizzo di carta ed inchiostro.

I creatori di contenuto si trovano infatti nel mezzo di un processo di spostamento del messaggio dal supporto cartaceo ai media digitali, dato che per mezzo di questi ultimi possono raggiungere meglio i propri target. Di fatto sia la stampa su carta che i media digitali forniscono contenuti alle persone. Tuttavia, in maniera sempre maggiore, le versioni digitali dei contenuti, progettate sin dall’inizio per il mondo virtuale, iniziano a gestire risorse confrontabili ed in alcuni casi persino maggiori degli equivalenti su carta stampata.

Questo fenomeno sta portando gli editori a riflettere in maniera attenta e critica sul futuro dell’editoria, e in particolare su quale sia il futuro del loro settore.

Gli editori si troveranno nella condizione di dover abbandonare completamente la carta stampata in favore dell’adozione di nuovi
supporti per i loro contenuti?
Arriverà il giorno in cui qualcuno dichiarerà morta la stampa?

È nostra ferma convinzione che questo non accadrà a patto che la direzione intrapresa sia quella dell’integrazione dei media. La visione del futuro che condividiamo è che qualunque materiale stampato potrà fornire un contenuto aggiuntivo in associazione con una telecamera, un algoritmo che riconosca il contenuto della pagina, e una piattaforma per il reperimento dei dati digitali associati. In poche parole, la combinazione di Realtà Aumentata e stampa fornirà un valore aggiunto rispetto a quello che è possibile con la sola carta e con i soli contenuti digitali indipendenti fra loro. Si tratta di un caso evidente in cui “il tutto è più della somma delle parti”.

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