Il Content Marketing per persone distratte. Cioè tutti

Non c’è attenzione per tutto. Non c’è attenzione per tutti.

Mettiamolo in chiaro, senza troppi giri di parole. Chi si occupa di comunicazione, di marketing e di pubblicità sa benissimo che il vero “oggetto del desiderio” è l’attenzione degli utenti, del target. Insomma dei propri clienti. Ma ottenerla è diventato sempre più difficile.

Ad incidere profondamente sulla capacità di concentrazione degli utenti rispetto ad un messaggio è la “dieta mediatica” a cui sono sottoposti. Continui bombardamenti di messaggi, di imputi, di stimoli hanno inevitabilmente “drogato” la nostra capacità di concentrazione.

Oramai concediamo pochi secondi di attenzione a ogni singolo stimolo. Cosa significa questo? Chi fa comunicazione ha pochi secondi per raggiungere i propri obiettivi.

La ridondanza, la transmedialità ed un messaggio multidevice devono essere la base di una buona strategia di Content Marketing. Ciò significa che è importante creare un buon contenuto (pubblicitario o meno) e dargli il giusto sviluppo attraverso più media, più canali, più strumenti. Solo così si può avere l’ambizione che quel determinato messaggio possa realmente arrivare a destinazione.

Interessante a tal proposito è l’esperimento fatto da Farhad Manjoo, giornalista esperto di tecnologia, che illustra “in tempo reale” la perdita di lettori di un suo articolo.

Più scrivo, più persone perdono interesse per l’articolo. E questo vale per internet in generale. Quando una persona clicca su un articolo, spesso non arriva neanche a metà. Ancora più scoraggiante è il rapporto fra lo scorrimento e la condivisione. Dai dati di Schwartz si capisce che molti condividono il link di un articolo su Twitter senza averlo letto fino in fondo.

In questo grafico, pubblicato a margine di un articolo di Manjoo su Slate.com, appare evidente come la crisi di attenzione non sia più un fattore così strano, ma una vera e propria realtà con cui fare i conti.

Slate.com

Slate.com

Per approfondire l’argomento vi consigliamo la lettura di questo libro uscito già due anni fa, si tratta di “Internet ci rende stupidi?” a firma di Nicholas Carr.

Dato quello che asserisce Manjoo, se siete arrivati a leggere fino a qui significa che questo argomento è molto interessante per voi e che è scritto in modo piacevole.

Ps: la foto iniziale non c’entra nulla con l’articolo ma siamo sicuri di aver attirato la vostra attenzione.

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